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Caro Luca

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In ricordo di Luca - Borgomanero, 12 giugno 2017

“Luca è volato in cielo”. Con queste parole bellissime Lella ci ha comunicato la fine delle sue sofferenze. E di colpo, come spesso in questi casi succede, ti attanaglia il senso di vuoto e di mancanza. Sapevamo tutti della situazione grave di Luca, ma scatta come un senso di negazione e ci si aggrappa a una speranza che la razionalità nega ma il cuore pretende. Ora invece constatiamo che la sua lunga lotta così piena di dignità e compostezza si è conclusa. Ed è volato in cielo, a vegliare da lassù su tutti noi, primi i suoi cari: Lella, Bianca, Riccardo, Giuliana, Angelo, i suoi genitori, il fratello di Lella.

Conosciamo tutti bene Luca e non servono molte parole per ricordarne la figura. Ma mi sembra giusto da parte di noi amici e colleghi dell’università sottolinearne alcuni tratti e condividere questi pensieri con i suoi familiari. Luca era anzitutto una persona “buona”, nel senso più profondo e positivo del termine. Attento agli altri e sempre disponibile: mai in prima fila per apparire, sempre in prima fila per agire. Di poche parole e riservato, amava però la compagnia e si è sempre reso disponibile per qualunque impegno e attività a favore degli studenti, di noi colleghi, del gruppo di lavoro. Con gli studenti in particolare aveva una pazienza e disponibilità che restano di esempio per noi colleghi. Amava particolarmente gli aspetti pratici del nostro lavoro: il laboratorio, le attività nel centro sperimentale di Cornaredo e quelle nelle aziende esterne.

Non so quanti giorni della sua vita abbia trascorso in treno sommando tutte le ore dei suoi viaggi quotidiani da casa a Milano o Cornaredo e ritorno: non l’ho mai sentito lamentarsi una volta. Aveva questa capacità e dono di sdrammatizzare le cose e di farle apparire normali. Amava poi lo sport, vederlo e soprattutto praticarlo: sci, basket, corsa, bici, camminate. Con il fisico che aveva poteva fare e faceva tutto e bene.

Infine, Luca aveva il dono della Fede e questo sicuramente avrà aiutato lui e Lella in questi mesi così difficili. Per chi crede in una vita non solo terrena ciò è motivo di grande conforto, per cui oggi a Luca non diciamo “addio” ma solo “arrivederci”.

12 giugno 2017
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